economia delle aziende e delle amministrazioni pubbliche

Economia della Aziende e delle Amministrazioni Pubbliche

 
ECONOMIA DELLE AZIENDE E DELLE AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE è la disciplina che si occupa dello studio della ragioneria pubblica e dei processi gestionali delle aziende pubbliche dove

La RAGIONERIA PUBBLICA studia il sistema informativo e le rilevazioni contabili ed extracontabili delle aziende pubbliche.

L’ECONOMIA PUBBLICA studia l’intervento pubblico sull’economia attraverso un approccio macroeconomico.

IL SISTEMA SOCIO-TECNICO è il sistema che sta alla base di un azienda ed è composto da tre sotto sistemi cioè il sistema organizzazione, il sistema patrimonio e il sistema gestione

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Un’azienda viene classificata in base al fine dell’attività economica, al soggetto giuridico o al soggetto economico.

L’aziende in base al fine si suddividono in:

aziende di produzione per il mercato con finalità di lucro dette anche imprese che attuano una trasformazione dei beni attraverso acquisto di materie prime, la produzione e la vendita del prodotto finito

aziende di erogazione che non hanno finalità di lucro e dove il ciclo è composto dall’acquisizione, produzione e consum,  esse soddisfano i bisogni di soggetti esterni, fondazioni, associazioni oppure effettuano l’ autoconsumo cioè soddisfano bisogni di consumo interno all’azienda.

Sia nelle aziende di produzione che in quelle di erogazione si deve rispettare il principio dell’ECONOMICITA’ operando in condizioni di equilibrio economico, dove nelle aziende di produzione vi è equilibrio economico  quando i ricavi sono maggiori dei costi ( R>C+Remunerazione Congrua) mentre nelle aziende di erogazione è dato dall’uguaglianza tra costi e ricavi, chiamati proventi (P=C) e la remunerazione è data dal raggiungimento degli obbiettivi istituzionali.

SOGGETTI AZIENDALI

IL SOGGETTO GIURIDICO AZIENDALE è il titolare dell’azienda cioè la persona fisica o giuridica titolare degli obblighi e dei diritti derivanti dall’attività dell’azienda che può essere quindi di carattere privato o pubblico.

Il soggetto giuridico pubblico nasce a seguito di un atto normativo da parte di una pubblica amministrazione.

Il soggetto giuridico privato è il titolare dell’azienda

SOGGETTO ECONOMICO PUBBLICO E LE SUE CLASSIFICAZIONI

IL SOGGETTO ECONOMICO AZIENDALE è la persona o il gruppo di persone che detiene il potere volitivo che indirizza e coordina le strategie dell’azienda ad esempio la maggioranza tra i soci o il manager.
Esso è  privato quando persegue interessi privati o pubblici quando persegue interessi pubblici.

Il soggetto economico pubblico è una entità BICEFALA in quanto in un’azienda pubblica il potere viene esercitato dall’ ORGANO POLITICO che viene eletto dai cittadini e che definisce le strategie di gestione e dall’ORGANO DIRIGENZIALE che viene nominato in quanto possiede le  capacità tecniche per concretizzare le direttive dell’organo politico.

Il soggetto economico privato è la persona o il gruppo di persone che persegue interessi privati lucrativi e non nel rispetto di meccanismi giuridici privati.

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SOGGETTO ECONOMICO E CLASSIFICAZIONI DELLE AZIENDE

In base al soggetto economico e giuridico le aziende si classificano in:

IMPRESE (prospettiva A) cioè le aziende che hanno una finalità lucrativa,attività di produzione e scambio sul mercato che si suddividono in

categoria 1 che fanno parte della categoria imprese private che sono le imprese individuali, società di persone, società di capitale e società cooperative dove sia il soggetto giuridico che quello economico sono privati.

categoria 2 che fanno parte della categoria imprese pubbliche e della categoria aziende pubbliche che sono le società di capitale pubbliche che sono quelle che hanno soggetto economico pubblico e soggetto giuridico privato

categoria 3 che fanno parte della categoria imprese pubbliche, della categoria aziende pubbliche e della categoria enti pubblici che sono gli enti pubblici economici, aziende speciali, aziende autonome e istituzioni che sono quelle che hanno sia il soggetto giuridico che economico pubblico.

AZIENDE DI EROGAZIONE  (prospettiva B) cioè le aziende no profit con attività non lucrativa che si suddividono in

categoria 4 che sono le associazioni non riconosciute, associazioni riconosciute, fondazioni e società cooperative a mutualità prevalente che sono quelle che hanno un soggetto giuridico ed economico privato.

categoria 5 che fanno parte della categoria aziende pubbliche che sono le associazioni pubbliche e  fondazioni pubbliche che sono quelle che hanno un soggetto economico pubblico e soggetto giuridico privato che sono nate con atto di diritto pubblico trasformando il soggetto giuridico da pubblico a privato.

categoria 6 che fanno parte della categoria aziende pubbliche e della categoria enti pubblici che sono lo Stato, Regioni, Enti locali, Enti istituzionali nazionali e enti istituzionali locali che sono quelle che hanno sia il soggetto giuridico che quello economico pubblico dette amministrazioni pubbliche.

le AZIENDE PUBBLICHE  (prospettiva C) si riassumono quindi in due categorie contenenti però sempre le 6 categorie delle imprese e delle aziende di erogazione no profit:

1)Società di capitale pubbliche, Enti pubblici economici, aziende speciali, aziende autonome e  istituzioni che sono imprese pubbliche perché il soggetto economico pubblico deve operare come il soggetto economico privato svolgendo un’attività economica per lo scambio sul mercato.

2)Associazioni pubbliche, fondazioni pubbliche, Stato, Regioni, Enti locali, Enti istituzionali nazionali e enti istituzionali locali che sono delle aziende di produzione per l’erogazione cioè quelle che hanno un soggetto economico e giuridico pubblico.

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DINAMICHE EVOLUTIVE DELLE AZIENDE PUBBLICHE

DEFINIZIONE AZIENDA PUBBLICA E LA SUA EVOLUZIONE DAGLI ANNI ’90 A OGGI

Le amministrazioni pubbliche nel corso degli anni hanno subito nutevoli mutamenti, nello specifico a partire dal secondo dopoguerra  e con l’avvento della Costituzione nel 1948 si introdusse l’obbligo di presentare il bilancio dello Stato e si assiste alla nascita di enti nazionali tramite tre fasi fondamentali:

l’ENTIZZAZIONE o ENTIFICAZIONE cioè la nascita di enti pubblici che svolgono funzioni che precedentemente erano affidate allo Stato.

La NAZIONALIZZAZIONE cioè il passaggio da soggetto economico privato a soggetto economico pubblico

La PUBBLICIZZAZIONE cioè il passaggio da soggetto giuridico privato a soggetto giuridico pubblico.

PROCESSO DI AZIENDALIZZAZIONE

A partire dagli anni 90 si assiste al PROCESSO DI PRIVATIZZAZIONE o AZIENDALIZZAZIONE che consiste nella privatizzazione graduale delle amministrazioni pubbliche con lo scopo di limitare l’intervento dello stato nell’economia contribuendo di conseguenza al risanamento della spesa pubblica.

Il processo di privatizzazione è iniziato attraverso la legge Amato n. 218 del 1990 e si suddivide in tre fasi fondamentali cioè il riordino delle partecipazioni, la quotazione e il collocamento in borsa.

La legge 142/90 è molto importante per il processo di privatizzazione in quanto contiene i principi dell economicita, dell’efficienza e dell’efficacia.

Nel corso degli anni sono state adottate tre forme di privatizzazione:

La privatizzazione giuridica o formale che consiste nel passaggio del soggetto giuridico da pubblico a privato senza mutare pero il soggetto economico che rimane pubblico e quindi dal punto di vista giuridico abbiamo l’acquisizione di metodi di gestione tipiche delle imprese private.

La privatizzazione sostanziale che si ha quando le entita organizzative passano da un soggetto economicopubblico a uno privato, mentre rimane invariato il soggetto giuridico e abbiamo quindi un cessione parziale o totoale di quote dell’azienda.

La privatizzazione funzionale definita anche esternalizzazione che ha permesso a soggetti privati di eseguire particolari funzioni che in precedenza venivano eseguite soltanto dalle amministrazioni pubbliche.

IL GRUPPO PUBBLICO

La teoria dei gruppi aziendali è la teoria che viene utilizzata per  analizzare le amministrazioni pubbliche.

Un gruppo è un complesso economico costituito da piu aziende che nonostante abbiano soggetti giuridici diversi vengono controllate da un solo soggetto economico che utilizza una strategia comune per il bene del gruppo.

La struttura a rete è un insieme di regole e di relazioni utilizzate dal soggetto economico per esercitare l’azione di governance, cioè per effettuare il coordinamento tra soggetti giuridici diversi.

La Holding è l’impresa guida che ad esempio nel gruppo regione è l’ente regione che controlla e detta le linee guida del gruppo costituito da aziende figlie come ad esempio le associazioni, fondazioni pubbliche, societa di capitali o gli enti ausiliari che spesso possono assumere anche un ruolo di sub holding su altre aziende figlie a patto che nessun soggetto giuridico privato influenzi un soggetto giuridico pubblico questo perche l’interesse collettivo è sempre tutelato rispetto a l’interesse privato.

IL SISTEMA DEI BENI

IL PATRIMONIO E LE SUE CLASSIFICAZIONI

Il Patrimonio o Capitale è un complesso coordinato di beni materiali e immateriali e di rapporti giuridici attivi e passivi a disposizione dell’azienda in un determinato momento per lo svolgimento della attività aziendale durante la quale esso può incrementare o diminuire di conseguenza allo svolgimento delle operazioni di gestione.

L’analisi del patrimonio o capitale può essere fatto sotto
l’aspetto qualitativo dove i beni sono classificati in base alle proprie unità di misura
l’aspetto quantitativo dove attraverso un inventario viene effettuata la valutazione dei beni che sono classificati sotto un unità di misura monetaria

Lo Stato Patrimoniale è un documento che contiene le informazioni relative all’aspetto quantitativo del patrimonio o capitale. Si suddivide in due sezioni:
le attivita’ anche dette impieghi cioè i beni in possesso dell’azienda e i rapporti giuridici attivi che l’azienda vanta nei confronti di terzi
le passivita’ cioè li rapporti giuridici passivi  che l’azienda ha nei confronti dei terzi  e le rettifiche di attività
Nello stato patrimoniale troviamo anche il capitale netto e i beni accessori.

PATRIMONIO PUBBLICO

Il Patrimonio Pubblico è il complesso di beni materiali e immateria e rapporti giuridici attivi e passivi a disposizione di ciascun Ente pubblico in un determinato momento.

La classificazione o valutazione e la rappresentazione contabile del Patrimonio Pubblico evidenzia la consistenza netta della dotazione patrimoniale cioè la differenza tra le attività e le passività dove le attività sono le attivita finanziarie e i beni pubblici e le passività sono i debiti di funzionamento e finanziamento.

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Essa può essere effettuata tramite due metodi:

La classificazione giuridica dei beni si effettua dividendo i beni  tra beni demaniali e beni patrimoniali dove

I beni demaniali sono i beni utili all’adempimento di una pubblica funzione da parte soltanto degli enti pubblici  sono disciplinati dal diritto pubblico in quanto la demanialità è costituita per legge e sono i beni che non possono essere venduti  di proprietà dello stato e si suddividono in demanio necessario come ad esempio le spiagge, i fiumi e i laghi e il demanio eventuale come ad esempio le strade, le ferrovie e gli immobili di interesse storico, archeologico e artistico.


I beni patrimoniali sono i beni di proprietà pubblica che non fanno parte dei beni demaniali e sono disciplinati dal diritti privato e si suddividono in beni indisponibili come ad esempio le miniere, le cave e le caserme e i beni disponibili che non hanno alcun vincolo e possono quindi essere venduti

La classificazione economico aziendale dei beni si effettua dividendo i beni tra beni strutturali, beni strumentali e beni accessori dove

I beni strutturali sono i beni strutturalmente necessari al raggiungimento delle finalità istituzionali che non hanno un utilizzo alternativo ma un obbiettivo obbligatorio relativo alla natura stessa del benee generano dei costi di gestione come ad esempio le spiegge pubbliche o le strade

I beni strumentali sono i beni necessari al raggiungimento delle finalità istituzionali che hanno un utilizzo alternativo e si suddividono quindi in diretti, cioè legati all’attività tipica e indiretti cioè legati all’attività atipica e che generano dei costi o dei ricavi come ad esempio le spiagge in concessione.

I beni accessori sono i beni che non sono necessari per il raggiungimento delle finalità istituzionali e vanno gestiti in base se generano costi oppure no.

 

IL SISTEMA DELLE PERSONE

L’ORGANIZZAZIONE DELLE AA. PP. E LE SUE PECULIARITA

L’organizzazione è un sistema di persone che sono specializzate e coordinate  attraverso il processo organizzativo che stabilisce dei ruoli e delle relazioni dette linee di influenza.

I ruoli sono dei comportamenti che ci si attende di ottenere da chi ricopre una particolare posizione e sono contenuti in un documento chiamato mansionario.
Le relazioni sono i rapporti e le informazioni che vi sono tra un ruolo e l’altro e sono contenute in un documento chiamato organigramma.

Nelle amministrazioni pubbliche, la componente soggettiva, cioè i soggetti, possono essere suddivisi in due distinti gruppi, i rappresentanti politici, che sono l’espressione delle preferenze manifestate attraverso il voto e che impartiscono le linee guida generali dell’ente pubblico, e i dirigenti e i prestatori di lavoro che invece hanno il compito di rendere effettive le direttive.

I centri di responsabilita amministrativa sono delle unità organizzative complesse guidate da un responsabile dotato della autorità gerarchica o funzionale, dotato di risorse umane, strumentali o finanziarie con l’obbiettivo di assicurare il costante adeguamento della struttura dei documenti contabili agli ordinamenti imposti dalla legge e dalle altre norme di organizzazione dell’ente.

Il principio Weberiano indica che gli obiettivi dell’organizzazione possono essere raggiunti solo se tutti i suoi membri conformano i propri comportamenti alle esigenze aziendali evitando quindi che i loro interessi personali possano intralciare la messa in atto di quelle procedure.

La struttura gestionale di una amministrazione pubblica è caratterizzata dal principio Weberiano quindi vi è:
una specializzazione del lavoro cioè la suddivisione dei compiti tra le varie aree dell’ente pubblico in modo che vi siano risparmi sui costi e sui tempi
una standardizzazione delle procedure cioè lo svolgimento dei compiti in modo programmato e standardizzato in modo che vi sia più efficenza
una prevalenza dei controlli di natura formale cioè il controllo sulla corretta procedura dei singoli atti in modo che via sia la verifica del rispetto delle procedure standardizzate

che sono la causa di:

-una scarsa elasticità nella gestione della risorsa umana
-una prevalenza della forma sulla sostanza
-una deresponsabilizzazione rispetto al risultato
-scarsa integrazione tra le aree dell’ente pubblico

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L’AUTORITA’

L’autorita’ è un elemento della organizzazione che consente di adattare le decisioni di ordine inferiore a alle decisioni di ordine superiore cioè è il potere che consente ad un soggetto di imporre le proprie decisioni sugli altri.

Essa può essere informale quando è relativa a singoli individui che compongono un’organizzazione come ad esempio le relazioni familiari e le influenza politiche o formale quando è sancita con atto normativo e può essere gerarchica, funzionale, di assistenza o istituzionale per quanto riguarda gli enti pubblici e di grado per quanto riguarda le organizzazioni militari

I rapporti organizzativi sono dei rapporti che intercorrono tra coloro che ricoprono diverse posizioni e si suddividono nei:

– I rapporti gerarchici sono dei rapporti che si istaurano fra più soggetti dove un soggetto possiede l’autorità che è caratterizzata dal diritto di comando attribuito al soggetto che possiede l’autorità; dall’obbligo di ubbidienza da parte dei soggetti passivi; dalla verticalità che  intercorre tra i soggetti che sono sulla stessa linea di comando; dalla generalità che riguarda tutti gli aspetti dei compiti del subordinato; da delle sanzioni e ricompense con l’obbiettivo di stimolare il subordinato ad ubbidire e dall’ unità di comando in quanto il subordinato ha un solo capo.

– I rapporti funzionali sono dei rapporti si instaurano fra più soggetti dove un soggetto possiede l’autorità grazie alle proprie competenze ed è caratterizzata dal diritto di comando, l’obbligo di obbedienza, la verticalità e la presenza di sanzioni e ricompense.


I rapporti funzionali possono essere di servizio, consultivi e di controllo.


I rapporti funzionale consultivi si hanno quando uno specialista studia i problemi relativi all’area operativa dei dirigenti e prepara un piano che può essere accettato o respinto.

I rapporti funzionale di servizio si hanno quando uno specialista non prepara un piano ma attua un servizio con il quale risolvera lo specifico problema.


l rapporti funzionali di controllo si hano quando uno specialista esegue soltanto il controllo su alcune persone sostituendosi al loro superiore gerarchico.

I rapporti di assistenza sono dei rapporti di supporto al soggetto economico dell’azienda.


I rapporti di assistenza possono essere assistent to e di general staff.


I rapporti di assistent to si hanno quando un assistente svolge il ruolo del capo anche se non ha autorita sui suoi subordinati.


I rapporti di general staff si hanno attraverso l’attivita di specialisti che lavorano in gruppo coordinati da un capo.

 

I rapporti istituzionali sono dei rapporti che si instaurano tra la dirigenza e gli organi politici istituzionali. Nelle amministrazioni pubbliche il soggetto economico pubblico detiene il potere volitivo.

 

IL SOGGETTO ECONOMICO NELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE

Il soggetto economico pubblico è una entità BICEFALA in quanto in un’azienda pubblica il potere viene esercitato dall’ ORGANO POLITICO che viene eletto dai cittadini e che definisce le strategie di gestione e dall’ORGANO DIRIGENZIALE che viene nominato in quanto possiede le capacità tecniche per concretizzare le direttive dell’organo politico.

DIFFERENZE PRE E DOPO RIFORMA DEL ‘93

Nel corso del  tempo sono emersi due modelli organizzativi uno precedente al 1993 e uno successivo al 1993 che si riferiscono a due principi che stabiliscono il rapporto tra politica e amministrazione negli enti pubblici:


Il principio di sovranità popolare che indica che l’organo dirigenziale deve essere guidata dall’organo politico che è stato eletto dai cittadini


il principio della imparzialità dell’amministrazione che indica che il servizio pubblico deve essere rivolto verso l’intera collettività e non nell’interesse di una maggioranza politica

MODIFICA DELLA NATURA DEL RAPPORTO DI LAVORO DA PUBBLICA A PRIVATA

Il modello antecedente al decreto legislativo 29 del 1993 poneva al vertice della struttura amministrativa l’organo politico e c’era un rapporto gerarchico fra politico e dirigente.


L’organo dirigenziale era nominato sulla base di concorsi pubblici e restava in carica a tempo indeterminato, non risultava quindi avere  una responsabilità ne politica ne gestionale e  causava una politicizzazione dell’organo dirigenziale che al cambiare dei vertici politici utilizzano la loro inamovibilità per incidere sulle scelte strategiche e di indirizzo dell’organo politico.

La visione pubblicistica antecedente al decreto legislativo 29 del 1993 era caratterizzata da alcuni elementi  tra cui il rapporto di lavoro era visto come un rapporto di servizio avente rilevanza pubblica e il dipendente infatti acquisiva lo status di dipendente pubblico attraverso la legge, tale rapporto non era paritario ed era regolato dalle norme del diritto del lavoro pubblico.

Il modello introdotto con il decreto legislativo 29 del 1993 pone al vertice della struttura amministrativa l’organo dirigenziale non c’e’ rapporto gerarchico fra politico e dirigente bensì fiduciario attraverso il principio della distinzione.


L’organo dirigenziale riceve infatti un incarico fiduciario dall’organo politico e vi è quindi la privatizzazione del pubblico impiego in quanto esso non è più nominato sulla base di concorsi pubblici e non resta quindi in carica a tempo indeterminato.

La visione privatistica introdotta con il decreto legislativo 29 del 1993 è caratterizzata da alcun elementi tra cui il rapporto di lavoro è visto come un rapporto di servizio analogo a qualunque datore di lavoro e dipendente e il dipendente viene assunto come espressione  dell’autonomia privata, tale rapporto è paritario ed è regolato dalle norme del diritto del lavoro privato.

A tale norme  sono escluse alcune categorie, come i corpi militari, i diplomatici e  i magistrati e le forze di polizia.

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IL PRINCIPIO DELLA DISTINZIONE & I RAPPORTI ISTITUZIONALI

Il principio della distinzione indica che l’organo politico ha potere di indirizzo e di vigilanza sull’organo dirigenziale che è colui che ha le capacità tecniche per concretizzare le direttive dell’organo politico e quindi diciamo che possiede il potere di gestione.

Esso si fonda su delle attribuzioni assegnate ai due organi che si suddividono in attribuzioni teleologiche dei piani e degli obbiettivi assegnati all’organo politico e dei procedimenti amministrativi assegnati all’organo dirigenziale e nelle attribuzione strumentali cioè la definizione delle risorse umane, materiali ed economico-finanziarie attribuite all’organo politico e l’organizzazione delle risorse umane e delle risorse materiali e economiche-finanziare attribuite all’organo dirigenziale.

Grazie al principio della distinzione si viene a formare un rapporto istituzionale tra l’organo politico e l’organo dirigenziale che assegna all’organo politico il potere di indirizzo, cioè il potere di dare delle direttive sulla base delle proprie proposte e sulle proposte dell’organo dirigenziale dopo attenta verifica sull’esito dell’attività di vigilanza sul quest’ultimo e il potere di vigilanza, cioè il potere di verificare se i dirigenti hanno perseguito le strategie e rispettato le direttive impartite mentre assegna all’organo dirigenziale la funzione propositiva, cioè il potere  di fare proposte ed esprimere pareri all’organo politico
il potere di gestione, cioè il potere di attuare le direttive dell’organo politico.

Tale rapporto oltre che da questi poteri è caratterizzato dal principio dell’orizzontalità che indica che il rapporto tra organo politico e dirigenti è paritetico cioè sono due organi distinti con poteri e responsabilità distinte, dal principio della generalità e genericità che ci indica che l’organo politico possiede il potere di indirizzo ma sarà l’organo dirigenziale che deciderà nello specifico come concretizzare le direttive imposte,
dal principio dell’unità di indirizzo che indica che il dirigente risponde al direttore generale che a sua volta risponde all’organo politico che lo ha nominato e che può rimuoverlo dal suo incarico
e da delle sanzioni e le ricompense che sono degli strumenti con i quali, l’organo politico, stimola il dirigente a seguire gli indirizzi impartiti

EFFETTI DISTORSIVI NELL’ORGANIZZAZIONE DELLE AA.PP. (AMMINISTRAZIONI PUBBLICHE)

Gli effetti distorsivi nell’organizzazione delle amministrazioni pubbliche, che si possono riscontrare sia nel vecchio che nel nuovo modello organizzativo sono riconducibili ad alcuni punti:

– Fenomeni di corruzione quando gli organi politici sono orientati ad interessi personali o ad interessi di un numero ristretto di individui invece che verso la collettività

– Scarsa diffusione di una capacità manageriale dell’organo dirigenziale

– Costo del personale troppo alto

Il processo di  razionalizzazione delle risorse all’interno delle pubbliche amministrazioni è un processo necessario per risolvere queste problematiche dove l’organo dirigenziale e i dipendenti devono puntare sulle proprie competenze professionali, avere una forte motivazione e una certa indipendenza dall’organo politico.

Per fare ciò l’organo dirigenziale ha alcune leve da utilizzare tra le quali la ricerca attitudinale cioè l’analisi delle attitudini dei dipendenti, per vedere se e quali cambiamenti sono necessari per migliorare le prestazioni lavorative.


La coscienza produttiva, cioè l’individuazione dello stato mentale collettivo che i dipendenti di tutti i livelli devono avere per perseguire crescenti livelli di produttività.

Gli incentivi alla produttività cioè l’ utilizzo delle politiche retributive accessorie.

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LA GESTIONE

La gestione è l’insieme delle operazioni successive e simultanee svolte durante tutta la vita

dell’azienda, è caratterizzata dal principio dell’unitarietà della gestione nel tempo, cioè dobbiamo considerare le operazioni dall’inzio dell’attività aziendale fino alla fine, e necessita della suddivisione in esercizi dove un esercizio sono tutte le operazioni che vengono svolte all’interno di un periodo amministrativo cioè un lasso di tempo che solitamente corrispendo a 12 mesi.

La gestione aziendale può essere analizzata sotto due aspetti che si suddividono nell’aspetto quantitativo cioè la gestione viene analizzata in riferimento all’aspetto economico, patrimoniale o finanziario dell’azienda o sotto nell’aspetto qualitativo dove la gestione viene analizzata in riferimento all’intera attività aziendale oppure per particolari attività che possono essere le funzioni direzionali o le funzioni operative

 

ASPETTI QUALITATIVI DELLA GESTIONE

 

Le funzioni direzionali si suddividono:

nella funzione di programmazione nella quale viene definito il percorso di sviluppo dell’attivita aziendale, attraverso l’indicazione degli obiettivi da raggiungere

 

nella funzione di organizzazione nella quale l’azienda viene dotata di tutto ciò che è utile al suo funzionamento(materie prime, capitali e anche persone)

 

nella funzione di leadership nella quale si deve far corrispondere gli interessi dell’azienda con le motivazioni del personale perché  si crei un clima che induca i singoli a sentire come propri gli obiettivi aziendali.

 

nella funzione di controllo nella quale verifichiamo l’efficienza dell’attività svolta e accerrtiamo il raggiungimento degli obiettivi programmati.

 

Le funzioni operative si suddividono:

 

nella funzione tecnica nella quale abbiamo la trasformazione fisico tecnica delle merci necessarie alla produzione di beni

 

nella funzione commerciale nella quale abbiamo le operazioni che relazionano l’azienda con l’ambiente esterno come ad esempio l’approvvigionamento delle merci e la vendita dei prodotti e l’erogazione dei servizi

 

nella funzione finanziaria nella quale abbiamo le operazioni utili alla ricerca dei finanziamenti diretti cioè i debiti di finanziamente e indiretti cioè i debiti di funzionamente far fronte al fabbisogno finanziario che deriva dallo sfasamento tra entrate ed uscite.

nella funzione di sicurezza dove abbiamo la gestione dei rischi alle persone, ai beni dell’azienda, economici e finanziari, legali,

nella funzione contabile nella quale abbiamo il monitoraggio delle condizioni contabili presenti, passate e future.

 

GESTIONE NELL’ASPETTO TECNICO, GESTIONE NELL’ASPETTO EROGATIVO E SERVIZI PUBBLICI (ANALISI QUALITATIVA)

 

L’analisi qualitativa della gestione delle amministrazioni pubbliche può essere effettuata sotto due punti di vista:

l’analisi dal punto di vista tecnico dove abbiamo la produzione di servizi pubblici cioè prestazioni immateriali destinate a soddisfare bisogni pubblici dove esso si suddividono nei servizi pubblici con rilevanza economica che richiedono il  pagamento di un prezzo che servirà a coprire i costi e servizi pubblici senza rilevanza economica che hanno un carattere solidaristico, cioè vengono erogati senza scopo di lucro

 

l’analisi dal punto di vista erogativo dove i servizi pubblici sono erogati secondo determinate caratteristiche e secondo modalità distributive definite dalla amministrazione pubblica in base alla domanda, che può essere collettiva cioè relativa ai servizi non escludibili utilizzati dalla collettività o individuale relativa ai servizi divisibili e quantificabili offerti agli utenti a seguito di un’espressa richiesta e in base al corrispettivo, che può essere a titolo gratuito relativo ai servizi erogati senza alcun costo, a tariffa relativo ai servizi che hanno un prezzo stabilito per garantire la copertura dell’erogazione del servizio e a prezzo che sono relativi ai servizi che hanno un prezzo stebilito per garantire la copertura dell’intero costo sostenuto dall’ente

 

LA GESTIONE DELL’ASPETTO CONTABILE (ANALISI QUANTITATIVA)

 

L’analisi quantitativa della gestione nelle amministrazioni pubbliche viene effettuata dal punto di vista contabile comporta un’indagine sugli aspetti economici, patrimoniali e finanziari della gestione e ha l’obbiettivo di conoscere i fatti di gestione e gli effetti prodotti dalle singole operazioni. Si suddivide:

 

Nella gestione monetaria che riguarda le entrate e le uscite di denaro relative alle operazioni di gestione tipica dove la differenza tra entrate riscosse e le uscite pagate  ci darà il risultato di cassa

 

ENTRATE RISCOSSE-USCITE PAGATE = RISULTATO DI CASSA

 

Nella gestione finanziaria che rappresenta l’incremento o il decremento delle disponibilità finanziarie in un periodo amministrativo, per effetto delle operazioni di gestione dove la differenza tra le entrate accertate e le uscite utilizzate ci darà risultato finanziario di competenza

 

ENTRATE ACCERTATE – USCITE IMPIEGATE = RISULTATO FINANZIARIO DI COMPETENZA

 

Nella gestione economica che fa riferimento al risultato economico d’esercizio, cioè all’incremento o al decremento del patrimonio netto in un periodo amministrativo, questo risultato sarà dato dalla differenza tra i ricavi e i proventi di competenza economica e i costi e gli oneri di competenza dove i costi si originano conseguentemente all’effettiva disponibilità dei fattori produttivi, i ricavi si originano all’atto di scambio sul mercato del bene o servizio da vendere, gli oneri si originano della cessazione di un contributo e proventi si orginano all’ottenimento di un contributo  

 

RICAVI+PROVENTI COSTI+ONERI = RISULTATO ECONOMICO D’ESERCIZIO

 

Nella gestione patrimoniale che ha lo scopo di analizzare il patrimonio attraverso lo stato patrimoniale, un documento che contiene le informazioni relative alle attività e alle passività che permette di ricavare il patrimonio netto finale dalla differenza del patrimonio netto iniziale più il risultato d’esercizio.

 

PATRIMONIO NETTO INIZIALE + RISULTATO ECONOMICO D’ESERCZIO = PATRIMONIO NETTO FINALE

 

CONTABILITA’ FINANZ. E CONTAB. ECONOMICA GENERALE E ANALITICA

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Gli obblighi contabili delle amministrazioni pubbliche sono la contabilità finanziaria, la contabilità economica generale e la contabilità economica analitica dove

 

La contabilità finanziaria che ha lo scopo di soddisfare le esigenze informative esterne, attraverso le Amministrazioni di vigilanza che hanno il compito di verificare l’equilibro monetario, la copertura finanziaria

e la correttezza amministrativo-contabile delle operazioni di gestione esterna

 

La contabilità economica generale che ha lo scopo di soddisfare le esigenze informative esterne attraverso la determinazione del risultato economico.

 

La contabilità economica analitica che ha lo scopo di soddisfare le esigenze informative interne, cioè degli organi interni all’azienda, andando a rilevare le operazioni di gestione interna.

 

Le peculiarità della gestione degli enti pubblici le possiamo trovare evidenziando le differenze tra le aziende private e le amministrazioni pubbliche quest’ultime sono caratterizzate da

una finalità istituzionale che non è determinata in tutti i suoi aspetti e limita le scelte strategiche possibili

 

l’attività operativa è eterogenea in quanto vi sono numerosi enti e strutture con finalità istituzionali diverse difficili da classificare e comparare assieme

 

la politica non risponde sempre ai requisiti di economicità ma si riferisce agli interessi della collettività, di gruppi specifici o dei singoli individui.

 

coincidenza tra erogazione e produzione in quanto non vi è un magazzino

 

marginalità delle relazioni tra volumi e ricavi, in quanto le amministrazioni pubbliche devono soddisfare dei bisogni che non generano ricavi,

quantificazione dei ricavi difficile perchè i prodotti e i servizi erogati sono immateriali

 

presenza di pressanti vincoli giuridici che impediscono il prevalere degli interessi individuali rispetto a quelli collettivi.

 

una inadeguatezza della gestione del personale in quanto le modalità di direzione del personale raramente premiano i soggetti competenti

 

complessità nella definizione delle strategie di una pubblica amministrazione in la forma del soggetto economico pubblico rende complesso il processo di gestione

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Il sistema informativo delle amministrazioni pubbliche

 

La riforma della pubblica amministrazione negli anni ’90 ha avvicinato il sistema informativo delle amministrazioni pubbliche al sistema informativo delle aziende private e ha introdotto dei meccanismi operativi come ad esempio la riforma del pubblico impiego, l’introduzione del principio della distinzione,

la sdemanializzazione di alcuni beni, la riforma dei meccanismi di controllo e la riforma dei sistemi informativi.

 

Il sistema informativo delle amministrazioni pubbliche è un insieme di elementi, procedure e tecniche contabili ed extra contabili che permettono di analizzare i valori generati dalla gestione aziendale e di creare e distribuire informazioni ai soggetti interni ed esterni all’azienda.

 

Le caratteristiche del sistema informativo delle amministrazioni pubbliche

 

le parti che lo compongono sono

una parte contabile che utilizza il conto

una parte extra-contabile che non utilizza il conto ma utilizza tabelle e questionari

 

gli  elementi che lo compongono sono
qualitativi cioè descrittivi

quantitativi cioè matematici-statistici

 

le procedure che lo compongono sono

le rilevazioni contabili sistematiche e le rilevazioni contabili elementari

le rilevazioni extracontabili quantitative e le rilevazioni extracontabili qualitative

 

i soggetti al quale è indirizzato sono

i soggetti interni cioè i responsabili di gestione

i soggetti esterni cioè gli stakeholders

 

Il sistema di reporting è un sistema che distribuisce agli organi direzionali dei dati quantitativo-monetari che derivano dalla parte contabile del sistema informativo

 

Il sistema informativo integrato è un sistema sia finanziario che economico patrimoniale che più si adatta alle amministrazioni pubbliche

 

SISTEMA CONTABILE DELLE AA. PP.

 

Il sistema/modello contabile delle amministrazioni pubbliche è formato da un metodo contabile cioè un insieme di regole che ci indicano come utilizzare un conto e il più utilizzato è il metodo in Partita Doppia e da una sistema contabile cioè un insieme di scritture utilizzate per la determinazione di un oggetto complesso e i più utilizzati sono il sistema del reddito, il sistema patrimoniale, il sistema del capitale e del risultato economico e il sistema finanziario

 

I tipi di contabilità nelle amministrazioni pubbliche sono

 

la contabilità finanziaria è un modello contabile che utilizza il sistema finanziario con il metodo

della partita semplice, determina le entrate e le uscite in base alla loro competenza giuridica e distribuisce le informazioni agli stakeholder che verificano l’equilibro monetario, la copertura finanziaria e la correttezza amministrativa-contabile

 

la contabilità economica generale è un modello contabile che utilizza il sistema contabile del capitale e del risultato economico con il metodo della partita doppia, determina le entrate e uscite in base alla loro competenza economica e distribuisce agli stakeholder le informazioni relative al risultato economico e capitale di funzionamento rilevando le operazioni di gestione esterna.

 

la contabilità economica analitica è un modello contabile che utilizza il sistema patrimoniale con il metodo della partita doppia, determina le entrate e uscite in base alla loro competenza economica e alla destinazione all’interno dell’azienda e distribuisce le informazioni relative ai costi e risultati di specifici oggetti all’interno dell’azienda.

 

Il sistema/metodo contabile integrato è il sistema più utilizzato nelle amministrazioni pubbliche che consiste nell’insieme di tutte e tre le tipologie di contabilità, quindi finanziaria, economica generale e

analitica e può essere derivata, congiunta o separata dove

nella contabilità integrata derivata abbiamo dei dati economici sono determinati in modo extra contabile dalla contabilità finanziaria.


nella contabilità integrata congiunta abbiamo sia la contabilità finanziaria che la contabilità economica analitica che vengono tenute contestualmente con un unico supporto

nella contabilità integrata separata abbiamo sia la contabilità finanziaria che la contabilità economica analitica che vengono però gestiti separatamente.

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STRUTTURA LOGICA DI UN MODELLO CONTABILE

 

La struttura logica di un sistema/modello contabile deve
definire chiaramente le finalità dell’uso di un modello

individuare i principi contabili generali di redazione

individuare l’indicazione di alcuni criteri particolari di valutazione e di iscrizione delle singole poste.

 

La struttura logica di un sistema/modello contabile delle amministrazioni pubbliche deve rispettare i tre criteri della struttura logica riferendosi ai documenti finanziari preventivi e ai documenti finanziari consuntivi.

 

Le finalità dei documenti contabili delle amministrazioni pubbliche si suddividono


le finalità giuridiche che si concretizzano nell’obbligo di presentazione e di approvazione del bilancio di previsione e del rendiconto finanziario

 

le finalità politiche che si concrettizzano nell’utilizzo dei documenti contabili come strumenti di controllo dell’organo politico sull’organo esecutivo

 

le finalità conoscitive che si concretizzano nel controllo esterno sulla gestione finanziaria ed economica del patrimonio pubblico

 

le finalità economico finanziarie che si concretizzando nell’utilizzo dei documenti contabili

per guidare l’azione direzionale e per coordinare le attività tra i vari organi, per verificare il corretto uso delle risorse disponibili e per rendere conto della gestione appena trascorsa e infine per permettere un confronto tra obiettivi e risultati

 

I principi contabili generali delle amministrazioni pubbliche sono

 

la veridicità del bilancio che si concretizza nel fatto che il sistema contabile deve rappresentare in modo veritiero la situazione aziendale e deve riguardare i documenti finanziari preventivi e i documenti finanziari consuntivi


la correttezza che si concretizza nel rispetto delle norme che regolano la redazione dei documenti contabili.

 

l’imparzialità/neutralità  che si concretizza nella redazione dei documenti contabili con la consapevolezza che saranno visionati da più soggetti, perciò basandosi su principi imparziali verso tutti i destinatari, senza favoritismi o privilegi

 

l’attendibilità che si concretizza nell’obbligo di effettuare le previsioni sulla base di analisi e parametri di riferimento

la coerenza che si concretizza nella determinazione di un nesso logico senza contraddizioni tra i documenti contabili

 

la significatività che si concretizza nell’inserimento di informazioni rilevanti e significative nel bilancio

 

la continuità che si concretizza nella valutazione dei beni in ottica continuazione dell’attività aziendale

 

la costanza che si concretizza nell’utilizzo degli stessi principi contabili tra un esercizio ed un altro

 

la prudenza che si concretizza nell’imposizione di componenti positivi disponibili nel periodo successivo e nell’imputazione dei componenti negativi limitati alle risorse previste

 

la chiarezza che si concretizza nella redazione dei documenti contabili in modo chiaro e veritiero in modo da rendere la comprensibilità ai cittadini

 

l’aggregazione di massima che si concretizza nella possibilità di accorpare le entrate e le uscite in macro classi

 

l’annualità che si concretizza nella redazione dei documenti contabili secondo l’anno solare chiamato anno finanziario

 

la pubblicità che si concretizza nell’assunzione di valenza politica del bilancio in quanto esso è di dominio pubblico

 

l’universalità che si concretizza nell’inserimento di tutte le grandezze finanziarie patrimoniali ed economiche nei documenti contabili

 

l’integrità che si concretizza nel divieto di inserire nel bilancio di previsione e nel rendiconto finanziario le entrate al netto di uscite sostenute per la riscossione e viceversa


l’unità giuridica che si concretizza nel divieto di frazionare i documenti contabili

 

la flessibilità che si concretizza in una redazione flessibile dei documenti finanziari preventivi in modo da fronteggiare gli eventi imprevisti

 

la competenza finanziaria ed economica che si concretizza nell’obbligo di individuare tutte le operazioni e tutti i valori economici che sono di competenza del periodo in esame

 

l’equilibrio di bilancio che si concretizza nel conseguimento degli obbiettivi istituzionali rispettando

l’aspetto economico e patrimoniale e finanziario della gestione.

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Tale principio ha tre preposizioni fondamentali che sono

la politica del disavanzo che indica che un incremento della spesa pubblica porta a un incremento del reddito nazionale attraverso una sorta di moltiplicatore dei consumi sugli investimenti.

 

la politica liberista che ricerca un pareggio nel breve periodo.

 

la politica del pareggio che lascia allo Stato la possibilità di effettuare quelle operazioni volte a mantenere la stabilità del sistema economico e quindi manovre che richiedono anche delle operazioni di indebitamento pubblico.

 

I documenti di natura finanziaria si compongono nel rispetto di specifiche procedure contabili che assumono come input i dati del preventivo e producono in output dei valori consuntivi.

 

I documenti di natura economico patrimoniale possono essere redatti con un sistema di scritture contabili oppure con un sistema di scritture extra contabili.


Il sistema informativo contabile dopo la riforma della pubblica amministrazione negli anni ’90 è composto


in fase previsionale dal bilancio di previsione cioè un documento che contiene un insieme di documenti di pianificazione che sono il preventivo finanziario cioè un documento costituito da prospetti numerici che riportano i valori presunti di entrate di uscite che poi si verificheranno nell’esercizio successivo e da una serie di documenti descrittivi ed accompagnatori cioè dei documenti che delineano le strategie politiche che si intende perseguire nella gestione futura

in fase di rendicontazione dal rendiconto generale cioè un prospetto composto dall’insieme dei documenti consuntivi che sono il rendiconto finanziario cioè un documento con la stessa struttura del preventivo finanziario per incrementare la comparabilità e gestire meglio le operazioni, lo stato patrimoniale cioè  un prospetto contabile che fornisce una rappresentazione quantitativa del patrimonio dalla differenza tra le attività e le passività, da una serie di documenti descrittivi ed accompagnatori che delineano la gestione e dal conto economico cioè un documento numerico che rendiconta i proventi e i ricavi e i costi e gli oneri che riguardano la gestione dell’anno in corso

 

I documenti contabili essenziali delle amministrazioni pubbliche sono dei documenti che vanno analizzati in due momenti temporali diversi, nella fase previsionale e nella fase di rendicontazione dove

la fase previsionale è relativa al bilancio di previsione che è formato da il preventivo finanziario, il preventivo economico e da una serie di documenti descrittivi accompagnatori

la fase di rendicontazione è relativa al rendiconto generale che è formato da il rendiconto finanziario, dal conto economico, dallo stato patrimoniale e da una serie di documenti descrittivi ed accompagnatori

 

Il bilancio nelle amministrazioni pubbliche è differente a seconda della contabilità economica o della contabilità finanziaria  in termini sia di input che di output.
Nella contabilità economico generale l’input, cioè le informazioni iniziali, provengono dal bilancio consuntivo dell’anno passato

Nella contabilità finanziaria il bilancio di previsione proviene dalla gestione e dal rendiconto generale.

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IL SISTEMA CONTABILE

Nel sistema contabile analizziamo la contabilità finanziaria nelle amministrazioni pubbliche che ha una valenza giuridica,  è fondata sul presupposto di semplificare le scritture contabili limitandole alla rilevazione delle entrate e delle uscita e ha assunto una funzione autorizzativa e una funzione di controllo amministrativo dove la funzione autorizzativa consiste nella determinazione delle le limitazioni sulle entrate e sulle uscite autorizzate nell’esercizio futuro mentre la funzione di controllo amministrativo consiste nella rilevazione di processi di formazione delle obbligazioni e dei diritti che fanno capo all’ente pubblico.

Tali funzioni impongono il rispetto di alcune regole che si concretizzano in un equilibrio di entrate e di uscite di denaro, e quindi in un equilibrio finanziario.

Un centro di responsabilita amministrativa è un unità organizzative guidata da un responsabile dotato della autorità gerarchica o funzionale, dotato di risorse umane, strumentali o finanziarie e con l’obbiettivo di assicurare il costante adeguamento della struttura dei documenti contabili agli ordinamenti imposti dalla legge e dalle altre norme di organizzazione dell’ente.

Le unità previsionali dei documenti contabili sono l’insieme delle risorse finanziarie assegnate a un centro di responsabilità amministrativa e sono suddivise in titoli, categorie e capitoli dove i titoli individuano il genere di entrate e di uscite di denaro secondo la loro provenienza, le categorie costituiscono un’aggregazione di capitoli omogenei dove il capitolo costituisce l’unità elementare dell’operazione a cui si riferisce l’entrata o l’uscita di denaro.


Per ogni capitolo è necessario individuare la gestione di competenza, la gestione di cassa, e la gestione dei residui dove la gestione di competenza è relativa agli impegni di pagamento e alla rilevazione di riscossione relative ad entrate ed uscite di denaro, la gestione di cassa è relativa al pagamento e alla riscossione delle entrate e dell’uscite di denaro, mentre la gestione dei residui è relativa alle entrate ed uscite di denaro che non si sono ancora manifestate ma che sono di competenza dell’esercizio.

FASI CONTABILI ENTRATE


Le fasi contabili delle entrate di denaro sono cinque e si suddividono nella fase della previsione, dell’accertamento, dell’ordinazione, della riscossione e del versamento dove

La fase di previsione è la fase iniziale del ciclo finanziario delle entrate che determina l’ammontare possibile delle risorse finanziarie acquisibili e si conclude con l’approvazione da parte dell’organo politico del bilancio di previsione

La fase di accertamento è la fase giuridica del credito dove un’ entrata è accertata sulla base di idonea documentazione

La fase di ordinazione è la fase in cui si ordina di riscuotere una somma definita da un determinato debitore, alla scadenza stabilita e per una causa specifica e nella quale si emette quindi il documento reversale di incasso, un documento che riporta gli estremi del credito

La fase di riscossione  è la fase in cui il debitore paga la somma dovuta all’amministrazione pubblica in modo diretto presso il “tesoriere”, oppure in modo indiretto presso “un agente di riscossione” .

La fase di versamento è la fase scaturita da una fase di riscossione indiretta cioè presso un agente di riscossione

FASI CONTABILI DELLE USCITE


Le fasi contabili delle uscite di denaro sono cinque e si suddividono nella fase di previsione, di impegno, di liquidazione, di ordinazione e di pagamento dove

La fase di previsione è la fase iniziale del ciclo finanziario delle uscite che determina l’ammontare delle uscite e si conclude anch’essa con l’approvazione da parte dell’organo politico del bilancio di previsione detto bilancio politico ma abbiamo a differenza della fase di previsione delle entrate di denaro la fase di formalizzazione e il processo di programmazione delle strategie aziendali relative alle uscite di denaro

La fase di impegno è la fase giuridica del debito in cui si dichiara la volontà dell’ente di vincolare i mezzi finanziari per un una data causa entro una determinata scadenza. Gli impegni possono essere propri cioè quando è nota la causa, scadenza, soggetto e l’importo o impropri quando non è ancora stato definito il soggetto e l’importo e si suddividono in  impegni legislativi, impegni contrattuali, impegni amministrativi o impegni giudiziali

La fase di liquidazione è la fase in cui il ciclo finanziario delle uscite misura il suo esatto valore e varia a seconda che l’impegno sia proprio o improprio.

La fase di ordinazione è la fase in cui vi è l’emissione da parte dell’amministrazione pubblica dell’ordine al tesoriere di pagare al creditore la somma liquidata.

La fase del pagamento è la fase in cui i pagamenti, effettuati dai tesorieri o dagli agenti pagatori dell’ente che verificano la regolarità del titolo di spesa e l’identità di colui che si presenta a riscuotere, estinguono l’obbligazione tramite la consegna al creditore della somma di denaro dovuta.

La competenza giuridica si riferisce ai criteri di imputazione relativi all’entrate e alle uscite di denaro e si suddividide in due momenti di competenza: la competenza finanziaria che si riferisce alle entrate e alle uscite di denaro con manifestazione finaziaria nell’esercizio e alle fasi di accertamento e di impegno di entrate e uscite di denaro con manifestazione finanziaria posticipata mentre la competenza di cassa si riferisce all’imputazione delle entrate e dell’uscite di denaro attraverso l’atto dell’estinzione dell’obbligazione, che corrisponde per le entrate alla riscossione di denaro e per le uscite uscita al pagamento di denaro.

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GESTIONE DI CASSA, DI COMPETENZA E DEI RESIDUI (MATRICE FLUSSI E STOCK)

La gestione di cassa in merito alla funzione finanziaria è la determinazione e l’analisi dei flussi e degli stock derivanti dalla differenza delle entrate nella fase della riscossione e delle spese nella fase  di pagamento ed è importante ricordare che le somme indicate nei documenti contabili di cassa vengono rilevate con riferimento al momento della loro movimentazione monetaria indipendentemente dal fatto che ci sia o meno la competenza finanziaria

Per quanto riguarda le formule dobbiamo quindi trovare il fondo/risultato di cassa finale (FCF) che si determina aggiungendo o sottrando al fondo/risultato cassa iniziale (FCI) la differenza tra le entrate ottenute nella fase di riscossione (Er) e le uscite pagate (Up) dove il fondo cassa finale non dovrà mai essere minore di zero e avremo un avanzo di cassa, un pareggio di cassa o un disavanzo di cassa.

FCI+(Er-Up) = FCF

La gestione di competenza in merito alla funzione finanziaria è la determinazione dell’avanzo o del disavanzo del fondo/risultato di amministrazione finale che per quanto riguarda le formule si determina sommando l’avanzo o il disavanzo del fondo/risultato di amministrazione iniziale al  risultato di competenza che è dato dalla differenza fra le entrate accertate (Ea) e le uscite impegnate (Ui).

Il fondo/risultato di amministrazione finale e il fondo/risultato di amministrazione iniziale possono registrare sia un avanzo che un disavanzo cioè valori sia positivi che negativi

A/D FAI+ (Ea-Ui) = A/D FAF

 

La gestione dei residui in merito alla funzione finanziaria è pari alla determinazione dei residui dove essi sono le entrate o le uscite di denaro di competenza dell’esercizio ma con manifestazione finanziaria posticipata e si suddividono in residui attivi e residui passivi che possono appartenere alle due categorie residui propri e residui impropri

I residui propri, sia attivi che passivi sono delle somme vincolate da un’obbligazione e quindi così come i debiti e crediti sono noti in tutti i loro elementi propri quindi nel soggetto, nell’ importo, nella causa e nella scadenza.

I residui impropri, sia attivi che passivi nascono invece da atti amministrativi unilaterali che non hanno generato un’obbligazione giuridicamente perfezionata poiché non si sono ancora identificati tutti gli elementi caratterizzanti.

I residui attivi sono delle entrate di denaro accertate ma non ancora riscosse e si suddividono in:
I residui attivi di competenza dell’esercizio sono quelle entrate di denaro che verrano riscosse in futuro
I residui attivi riscossi nell’anno sono una parte di residui attivi iniziali cioè di competenza di esercizi passati che sono stati riscossi nell’esercizio in corso
I residui attivi finali sono una parte di residui attivi iniziali di competenza di esercizi passati che non sono ancora stati riscossi

I residui passivi iniziali sono una parte di residui passivi iniziali cioè di competenza di esercizi passati che verranno pagati in futuro
I residui passivi di competenza dell’esercizio dell’esercizio sono quelle uscite di denaro che verrano pagate in futuro
I residui passivi pagati nell’anno sono una parte di residui passivi iniziali cioè di competenza di esercizi passati che sono stati pagati nell’esercizio in corso
I residui passivi finali sono una parte di residui passivi iniziali di competenza di esercizi passati che non sono ancora stati pagati

Le cause di estinzione di residui attivi e passivi si suddividono in:

la movimentazione monetaria
la prescrizione cioè l’estinzione del diritto per effetto di inerzia del titolare stesso e la conseguente cancellazione dai documenti contabili
l’annullamento cioè l’emanazione di una delibera che comporta l’eliminazione del residuo
il riaccertamento che si suddivide nel riaccertamento dei residui passivi attraverso il mantenimento in contabilità di quest’ultimi e nel riaccertamento dei residui attivi cioè nella verifica dell’esistenza del diritto e del grado di esigibilità suddividendo i residui attivi in  residui certi, dilazionati, contestati e inesigibili.
la perenzione amministrativa cioè l’eliminazione dalle scritture contabili di tutti i residui passivi che dopo un certo periodo non sono stati ancora pagati.

Per quanto riguarda le formule quindi i residui attivi finali (RAF) si ricavano dalla sottrazione dei residui attivi iniziali (RAI) più i residui attivi di competenza (RAc), meno i residui attivi riscossi (RAr) più la variazione in aumento o in diminuzione dei residui sia attivi che passivi.

RAI + RAc – RAr+VarRA = RAF

 

mentre i residui passivi finali (RPF) si ricavano alla sottrazione dei residui passivi iniziali (RPI) più i residui passivi di competenza (RPc), meno i residui attivi pagati (RPp) più la variazione in aumento o in diminuzione dei residui sia attivi che passivi.

RPI + RPc – RPp+ VarRA = RPF

Queste variazioni in aumento o in diminuzione sono generate da economie o da diseconomie dove
le variazioni positive cioè le economie derivano da incrementi di residui attivi grazie a degli accertamenti sugli importi contabilizzati oppure per decrementi di residui passivi grazie a prescrizione o annullamenti.
Le variazioni negative cioè le diseconomie derivano da decrementi di residui attivi a causa di prescrizioni o annullamenti oppure per incrementi di residui passivi che solitamente non sono consentiti in quanto vi è l’obbligo di assumere tutti gli impegni prima della fase di pagamento.

LE STRUTTURE DEI DOCUMENTI FINANZIARI

I documenti finanziari sono dei prospetti contabili a sezioni distinte, contrapposte o sovrapposte, una per le entrate e una per le uscite che rappresentano la gestione finanziaria e si suddividono dei documenti finanziari preventivi o e nei documenti finanziari consuntivi.

I documenti finanziari preventivi detti di pianificazione, programmazione e budget sono relativi al processo di programmazione delle strategie aziendali e rappresentano l’autorizzazione giuridica, preventiva e vincolante all’erogazione delle spese ed alla raccolta delle entrate programmate per l’esercizio successivo.

Il preventivo finanziario annuale è il documento finanziario preventivo più importante che evidenzia le operazioni di entrata e di uscita prevedibili che si effettueranno durante la gestione.

Tale documento è spesso accompagnato da un documento pluriennale che si suddivide nel preventivo finanziario di competenza che identifica le entrate e le uscite nella loro fase giuridica, cioè nella fase accertamento e nella fase di impegno e dal preventivo finanziario di cassa che indica le entrate e le uscite di cassa nel momento in cui vi è la movimentazione monetaria.

Il preventivo finanziario si dice doppio quando i valori di competenza finanziaria vengono affiancati dai valori cassa  determinando così le future operazioni amministrative.

Il preventivo finanziario si dice misto quando valori del fondo di cassa e i valori dell’avanzo dell’amministrazione per la gestione di cassa e per la gestione di competenza vengono accolti come prima voce nelle entrate.

I documenti finanziari consuntivi detti di rendicontazione sono relativi ai risultati della gestione finanziaria che si è svolta nel periodo amministrativo appena trascorso, sono il completamento dei documenti finanziari preventivi di cui dovrebbero contenere gli stessi valori.

Gli eventi non previsti sono degli eventi straordinari che generano delle economie o delle diseconomie nel caso in cui i documenti finanziari consuntivi non presentano le stesse voci dei documenti finanziari preventivi.

I tipi di eventi non previsti sono delle maggiori entrate in conto competenza, minori uscite in conto competenza, minori uscite in conto residui, minori entrate in conto di competenza, minori entrate in conto residui e maggiori uscite in conto competenza ed in conto residui.

Le modalità di copertura finanziaria nel caso di maggiori uscite o minori entrate non previste sono
l’utilizzo degli accantonamenti previsti nei fondi di riserva e fondi speciali
la riduzione di precedenti autorizzazioni di spesa
la riduzione di disponibilità dell’esercizio
l’ avanzo di amministrazione finale

Il quadro riassuntivo della gestione finanziaria è un documento che si allega ai documenti finanziari preventivi e ai documenti finanziari consuntivi che evidenza i risultati differenziali dove

i risultati differenziali sono

il risparmio pubblico o equilibrio di parte corrente un documento che contiene le informazioni relative alle risorse che sono sufficienti a far fronte alle uscite di funzionamento, si calcola come differenza tra entrate e le uscite correnti

la situazione finanziaria che è un documento che contiene le informazioni relative alla differenza tra le entrate e le uscite correnti incrementate del rimborso prestiti

il saldo della gestione in conto capitale che è un valore che si calcola sottraendo dall’entrata in conto capitale le uscite in conto capitale

il saldo netto da finanziare che è un valore che si calcola sottraendo alle entrate finali le uscite finali al netto dell’accensione e del rimborso prestiti nel caso che risulti minore di zero

il saldo netto da impegiegare  che è lo stesso valore che si calcola sottraendo alle entrate finali le uscite finali al netto dell’accensione e del rimborso prestiti nel caso che risulti maggiore di zero

il contributo all’indebitamento complessivo che è un valore che si calcola sottraendo dalle operazioni finanziarie attive le operazioni finanziarie passive.

il ricorso al mercato finanziario che è un valore che si calcola sottraendo alle entrate correnti più l’entrata in conto capitale l’accensione di prestiti e le uscite correnti più le uscite conto capitali.

l’indebitamento o l’accreditamento netto dal saldo netto da finanziare che è un valore che consente di identificare l’andamento della gestione al netto di tutte quelle operazioni finanziarie

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ECONOMICITA’ DELLE AA. PP. (efficienza ed efficacia)

Il criterio dell’economicità consente di prendere scelte aziendali razionali relative alla convenienza di intraprendere e di continuare un attività aziendale

I tipi di economicità sono il criterio della macroeconomicità e il criterio di economicità di gruppo dove

il criterio della macroeconomicità consente di esprimere un giudizio di economicità considerando l’azienda come parte di un’economia territoriale

il criterio dell’economicità di gruppo detta economicità aziendale consente di esprimere un giudizio di economicità su un’azienda inserita in un insieme di aziende che hanno un unico soggetto economico.

L’ economicità aziendale si basa su due presupposti fondamentali che sono l’equilibrio economico e la potenza finanziaria dove

l’equilibrio economico che consiste nella possibilità di sostenere i costi dei fattori in posizione contrattuale e rediduale in modo che i ricavi siano maggiori dei costi

l’adeguata potenza finanziaria che  consiste nella possibilità di fronteggiare lo sfasamento temporale che vi è tra le entrate e le uscite di denaro

L’ equilibrio economico delle amministrazioni pubbliche invece non si basa invece solo sulla condizione che i costi sia maggiori dei ricavi, in quanto le amministrazioni pubbliche hanno come obbiettivi istituzionali il soddisfacimento dei bisogni dei propri cittadini e non vendono alcun prodotto o servizio quindi l’equilibrio economico è pari a un’uguaglianza tra proventi più ricavi e oneri meno costi

PROVENTI+ RICAVI = ONERI-COSTI

L’equilibro economico tendenziale delle amministrazioni pubbliche è una condizione di equilibrio particolare dove i proventi e i ricavi tendono a eguagliarsi rispetto agli oneri in due casi possibili

nel primo caso se i proventi sono minori dei ricavi bisogna ridurre i costi o aumentare i proventi

nel secondo case se i proventi sono maggiori dei ricavi ci sono dei sacrifici richiesti alla collettività tramite le tasse, superiori a quelli necessari e superiori alle prestazioni effettuate e bisogna incrementare qualitativamente o quantitativamente i servizi oppure decrementare i costi e quindi i proventi

L’adeguata potenza finanziaria delle amministrazioni pubbliche consiste nella possibilità di possedere dei mezzi finanziari utili a fronteggiare il fabbisogno finanziario, in passato l’intervento dello Stato permetteva di coprire il disavanzo delle amministrazioni pubbliche e questo ha portato a un debito pubblico enorme.

La contabilità finanziaria consente di calcolare il fabbisogno finanziario
Essa però utilizza i documenti finanziari di competenza e di cassa che sono relativi ad un esercizio e non all’intera vita aziendale dell’amministrazione pubblica, quindi vengono evidenziate le uscite nella fase di impegno non le uscite nella fase di liquidazione e vengono evidenziati i residui passivi.

Il fabbisogno finanziario relativo all’esercizio (t) è quindi uguale alle uscite impegnate nel periodo amministrativo di riferimento (Ui) più i residui passivi all’inizio del periodo (RPI) meno i residui passivi finali impropri (RPFi) meno il fondo di cassa iniziale (FCI) più le entrate riscosse relative all’esercizio (Ert)

FFt= (Ui + RPI) –RPFi – (FCI + Ert)

Fonti di finanziamento utili a soddisfare il fabbisogno finanziario nel passato provenivano dallo Stato adesso invece stanno nascendo nuove forme di emissioni di debiti di finanziamento, come ad esempio i BOC e i BOR oppure mediante il leasing finanziario rivolgendosi al sistema creditizio libero, cioè le banche private.

L’ economicità aziendale delle amministrazione pubbliche si basa su altri due presupposti fondamentali che sono l’effecienza e l’efficacia dove

l’efficienza è il rapporto tra risultato ottenuto e fattori produttivi impiegati
l’efficacia è la misurazione del grado di perseguimento della finalità istituzionali

La misurazione del livello di economicità consiste nel verificare l’equilibrio economico dell’esercizio e l’adeguata potenza finanziaria in relazione all’efficienza e all’efficacia dove l’analisi di efficienza e efficacia deve essere condotta evidenziando da un punto di vista economico e da un punto di vista fisico-tecnico il risultato conseguito dall’amministrazione pubblica


Il sistema di reporting è un sistema che distribuisce agli organi direzionali dei dati quantitativo-monetari che derivano dalla parte contabile del sistema informativo e consiste in degli strumenti per valutare l’efficacia e l’efficienza che vengono scelti in base all’imputabilità, cioè delle configurazione di costo, o in base alla variabilità, cioè utilizzando delle break even analysis e tali strumenti si suddividono in

degli indicatori relativi a quozienti o differenziali finanziari o economico-patrimoniali e particolari o generali

nell’analisi dei costi effettuata con delle statistiche, dei test e delle rilevazioni extracontabili

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SISTEMA DEI CONTROLLI

Il principio del buon andamento della pubblica amministrazione indica che l’azione della pubblica amministrazione deve essere economica

Il termine controllo induce a due errori cioè ritenere che il controllo sia successivo ad un evento e che abbia quindi una natura ispettiva e sanzionatoria

Invece i controlli nella amministrazioni pubbliche hanno avuto dei cambiamenti dopo il decreto legislativo 29 del 1993  dove il termine controllo è mutato nel significato di esaminare attentamente un evento per verificarne la corrispondenza a determinati criteri non vi è la priorità di un controllo specifico ma vi è un sistema unico che combina i diversi controlli

La classificazione dei controlli avviene in base al soggetto che li effettua, al momento del controllo e agli oggetti e i criteri esaminati e si suddividono tra controlli di legittimità cioè quei controlli che tendono ad accertare e ad assicurare che l’attività dell’amministrazione pubblica si svolga entro l’ambito del diritto vigente e i controlli di merito che sono quei controlli che tendono ad identificare l’opportunità e la convenienza dell’atto in relazione alle esigenze di una buona amministrazione e il decreto 286 del 1999 distingue i controlli burocratici relativi alle regolarità amministrativo-contabile dagli altri controlli che vengono chiamati controlli manageriali

L’EVOLUZIONE DEI SISTEMI DI CONTROLLO (CONTROLLI INTERNI ED ESTERNI)

L’organizzazione dei controlli nella amministrazioni pubbliche avviene in base allo scopo relativo al controllo preso in esame per cui lo scopo dei controlli interni ed esterni nella amministrazioni pubbliche risulta essere

I controlli interni detti controlli manageriali sono i controlli che hanno il compito di verificare la realizzazione degli obiettivi, la corretta gestione delle risorse pubbliche ed il buon andamento dell’azione amministrativa tramite delle valutazioni dei rendimenti ricevuti a fronte dei costi sostenuti

I tipi di controlli interni e i loro scopi sono

il controllo di gestione che è un controllo interno che verifica l’efficacia, l’efficienza e la economicità dell’attività aziendale con l’obbiettivo di ottimizzare il rapporto tra costi e risultati

la valutazione della dirigenza che è un controllo interno che verifica le prestazioni del personale dirigenziale

la valutazione e il controllo strategico valuta che è un controllo interno che verifica l’adeguatezza delle scelte fatte in sede di attuazione dei programmi a lungo termine

I controlli esterni detti controlli burocratici sono svolti da entità collocate all’esterno della struttura organizzativa della amministrazione pubblica come ad esempio la corte dei conti, il ministero della finanza e le  regioni e sono i controlli che hanno il compito di verificare le regolarità amministrative e contabili

I controlli corporate sono dei controlli interni che vengono effettuati da soggetti esterni come il collegio dei revisori cioè un gruppo di dottori, commercialisti e ragionieri iscritti al registro dei revisori contabili che vengono nominati dall’amministrazione pubblica.

Il colleggio dei revisori ha due funzioni cioè deve effettuare un controllo sulla regolarità contabile e amministrativa  e deve effettuare una consulenza manageriale sull’impostazione del processo di programmazione